You are currently viewing L’Istituto Santa Chiara in prima linea per il monitoraggio delle resistenze batteriche e favorire un uso appropriato degli antibiotici

Favorire un uso corretto ed appropriato degli antibiotici: è uno degli obiettivi dell’incontro interattivo in programma sabato 20 dicembre, a partire dalle ore 8,30, nella sede della Cooperativa Medica Comegen a Napoli. L’evento, accreditato ECM (9crediti) per medici, pediatri, pneumologi, geriatri e otorinolaringoiatri, vedrà la partecipazione anche dell’Istituto Polidiagnostico Santa Chiara di Agropoli, che fornirà i dati sulle maggiori infezioni riscontrate sul territorio corredati dalle resistenze batteriche, utili ai fini di uno studio epidemiologico.

Il centro diagnostico, diretto dalla dottoressa Rosetta Di Buono, si segnala nel salernitano per la sua cospicua attività nelle analisi microbiologiche utilizzando oltre alle tecniche classiche, anche strumentazioni cliniche all’avanguardia (sistema Vitek Biomérieux) che consentono  un’accurata identificazione batterica e una valutazione delle resistenze anche utilizzando il sistema intelligente EUCAST.

L’evento di Napoli inaugura in Campania un percorso informativo e di sensibilizzazione sull’”uso appropriato degli antibiotici” promosso dalla Sezione di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, che già a partire dal 2013 ha dato vita ad un monitoraggio delle resistenze dei patogeni responsabili di infezioni alle vie respiratorie in 6 regioni tra cui la Campania. I risultati del progetto, denominato ARES (Antimicrobial Resistance Epidemiological Survey), hanno mostrato la percentuale di resistenza dello S. pyogenes (uno dei ceppi valutati) ai macrolidi compresa tra il 30 e l’87%.

“Si tratta di un fenomeno preoccupante – sottolinea la dottoressa Rosetta Di Buono, titolare dell’Istituto Santa Chiara – Ogni anno in Europa muoiono oltre 25 mila persone per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. Per questo motivo, occorre allestire nella nostra regione una rete di operatori sanitari in grado di monitorare il dato delle resistenze batteriche e combatterne il continuo aumento, spesso riconducibile ad un loro uso eccessivo e non sempre giustificato, anche da parte dei pazienti.”

A tal proposito, nell’ambito del progetto, saranno individuati tra i medici e gli operatori del settore dei “gruppi sentinella” collegati operativamente con laboratori di analisi e finalizzati ad indentificare e circoscrivere i focolai di resistenza batterica.