You are currently viewing La “stagione delle allergie” entra nel vivo. Come affrontarla?

La Primavera, che coincide con l’arrivo della “bella stagione”, non è accolta con lo stesso entusiasmo da tutti. Il motivo? Le allergie, che s’intensificano proprio in questo particolare periodo dell’anno in cui la concentrazione di pollini nell’aria è più alta. Si stima che gli italiani a soffrire di questa patologia siano circa 18 milioni, un numero in continuo aumento a causa delle variazioni climatiche che prolungano il periodo di pollinazione delle piante. A provocare le manifestazioni allergiche non sono soltanto le temutissime Graminacee, ma anche Ontano, Betulla, Nocciolo e Cipresso.

Come capire che si è in presenza di una reazione allergica? Molte persone confondono i sintomi dell’allergia, che è una malattia del sistema immunitario, con un semplice raffreddore. E’ il modo in cui si presentano i sintomi che li differenzia. In un’allergia primaverile, ad esempio, starnuti e congestioni hanno una maggiore intensità a seconda che ci si trovi a contatto con una particolare sostanza (definita “allergene”) ed il muco si presenta liquido e trasparente. Nel caso del raffreddore i sintomi restano stabili per giorni, finché il virus non scompare del tutto dall’organismo. Queste fastidiose reazioni allergiche sono causate da un abbassamento delle difese immunitarie dovute allo stress, alle abitudini alimentari e all’inquinamento.

Cosa occorre fare? Innanzitutto rivolgersi ad uno specialista allergologo, che consiglierà l’iter più idoneo da seguire. Per arrivare a una diagnosi corretta occorre eseguire gli esami più appropriati a seconda dei sintomi.

Diagnostica allergologica – L’istituto Polidiagnostico Santa Chiara, oltre ai test allergologici classici, esegue una diagnostica di terzo livello che si colloca come approfondimento di quanto rilevato con i RAST: il dosaggio degli Allergeni Molecolari. Tale test non mette in luce nuove sensibilizzazioni ma chiarisce il significato clinico di quanto già emerso nelle fasi diagnostiche precedenti, fornendo informazioni prognostiche. Ad esempio, pazienti apparentemente uguali perché sensibilizzati alla stessa fonte allergenica possono, a seconda della molecola verso cui hanno IgE, tollerare o meno il frutto cotto ed avere reazioni modeste di prurito al cavo orale o reazioni allergiche gravi e generalizzate.

 

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