La Policitemia vera o malattia di Vaquez è una malattia della cellula staminale emopoietica (cioè la cellula del midollo da cui derivano tutte le cellule mature che circolano nel sangue: globuli rossi o eritrociti, globuli bianchi o leucociti e piastrine).

globuli

E’ caratterizzata da una proliferazione persistente ed incontrollata della linea eritropoietica ed in minor misura di quella piastrinopoietica e granulocitopoietica.

E’ una malattia clonale in quanto gli elementi delle tre serie maturative midollari derivano tutte da una stessa cellula progenitrice emopoietica la quale ha acquisito una mutazione genetica ad impronta proliferativa.

La storia naturale della malattia, in assenza di trattamento, è caratterizzata da un progressivo aumento della massa eritrocitaria cui si associa un aumentato rischio di complicanze trombotiche o emorragiche. E’ possibile una evoluzione tardiva in mielofibrosi o in leucemia acuta. In Europa l’incidenza della policitemia vera è di circa 2-3 casi per 100.000 abitanti per anno.

I quesiti biologici sull’origine di tale malattia sono rimasti irrisolti per lungo tempo ma hanno trovato risposta nel 2005, quando è stata identificata la presenza di una mutazione somatica del gene Janus Kinase 2 (JAK2); da tale mutazione ne consegue un’aumentata attività della proteina tirosin-chinasica JAK2.

Per molti fattori di crescita (eritropoietina, trombopoietina,ecc…) la fosforilazione di residui tirosinici è cruciale nella trasduzione del segnale (il passaggio dell’informazione dall’esterno della cellula all’interno del nucleo tramite il citoplasma). Eritropoietina e trombopoietina, dopo esseresi legate al recettore di membrana, utilizzano un sistema di chinasi, tra cui la proteina JAK2, per la traduzione del segnale nel nucleo. La mutazione V617F del gene JAK2 determina un aumento dell’attività della proteina JAK2 con eccessiva traduzione del segnale e quindi determina la malattia mieloproliferativa. La mutazione JAK2 V617F è presente nella grande maggioranza dei pazienti affetti da policitemia vera (90-95%). Lo studio della mutazione, che effettuaiamo nel nostro laboratorio, oltre a spiegare la malattia, è diventato un utile parametro diagnostico; infatti la valutazione della mutazione è stata introdotta nella nuova proposta di classificazione per le malattie mieloproliferative croniche WHO (World Health Organization).