L’emocromatosi ereditaria è una malattia autosomica recessiva a tarda insorgenza (periodo pre-sintomatico di oltre 40 anni) determinata da un alto assorbimento di ferro da parte della mucosa gastrointestinale che porta ad un deposito eccesivo del ferro nelle cellule parenchimali del fegato, del cuore, del pancreas e di altri organi, provocando danno cellulare e tessutale, fibrosi ed insufficienza funzionale. I sintomi clinici includono cirrosi epatica, diabete, cardiopatia, ipogonadismo, artrite e suscettibilità all’epatocarcinoma.

HFE è il gene responsabile dell’Emocromatosi (EC). HFE contiene l’informazione per la produzione di una proteina importante nella regolazione dell’assorbimento del ferro, anche se la sua funzione esatta è ancora in corso di studio. Nelle persone affette da Emocromatosi questo gene contiene delle modifiche (mutazioni) che ne alterano la funzione. Due mutazioni principali sono state identificate in questo gene e denominate con le sigle C282Y e H63D(queste sigle indicano in modo più specifico il tipo di alterazione, ad esmpio C282Y significa che è mutato l’amminoacido in posizione 282). La maggioranza dei pazienti affetti da EC (dal 64 al 95% a seconda delle popolazioni esaminate) ha ereditato da entrambi i genitori la mutazione C282Y e quindi possiede questa mutazione in entrambe le copie del cromosoma 6. Un numero inferiore di persone affette ha invece una mutazione C282Y in un cromosoma 6 e una mutazione H63D nell’altro; queste persone hanno quindi ereditato mutazioni diverse da ciascuno dei genitori. Infine alcune persone possiedono due copie del cromosoma 6 con la mutazione H63D, che in genere non determina un sovraccarico di ferro a meno che non siano presenti altre cause, come un’eccessiva assunzione di alcol, un’anemia emolitica concomitante, un trattamento prolungato con ferro.