Il Diabete Mellito di tipo I è una malattia autoimmune dovuta alla distruzione delle beta cellule del pancreas ad opera di cellule del sistema immunitario (linfociti T). Le cellule beta del pancreas sono deputate alla produzione di insulina, un ormone che regola l’ingresso e l’utilizzazione del glucosio all’interno delle cellule dell’organismo. La distruzione del patrimonio beta cellulare del pancreas è irreversibile per cui il paziente deve assumere insulina per riuscire a metabolizzare gli zuccheri.

Studi sull’associazione fra diabete mellito di tipo I ed antigeni HLA nella popolazione ed anche sulla segregazione degli alleli HLA nelle famiglie con individui affetti, hanno messo in luce una significativa correlazione con gli alleli HLA di classe II DR3 e DR4: circa il 90% di pazienti diabetici possiede l’uno o l’altro di questi antigeni, mentre il 40 % circa possiede entrambi. Indagini successive sul DNA hanno però rilevato come questa malattia sia associata ad un particolare allele del locus DQ molto di più di quanto lo sia a DR3 e DR4. Generalmente le molecole DQ hanno nella catena beta alla posizione 57 un acido aspartico (Asp). Le molecole DQ beta dei soggetti affetti hanno nella stessa posizione un residuo amminoacidico diverso (non-Asp). Il residuo 57 si trova nella tasca della molecola HLA, nella quale l’antigene entra e si lega alla molecola stessa: una variazione di questa importante zona potrebbe determinare un ridotta capacità di legare e “presentare” antigeni, anche autologhi, nella fase della selezione clonale e perciò predisporre allo sviluppo della malattia. Il nostro laboratorio va a ricercare proprio questi tipi di mutazione genica, oltre a DR3 e DR4.