L’acqua, per le sue peculiari caratteristiche, costituisce un elemento essenziale per la vita di tutti gli organismi viventi, sia vegetali che animali. Affinchè possa essere considerata fattore primario di salute l’acqua deve essere priva di caratteri negativi e ricca di caratteri positivi.
Vengono eseguite analisi fisico-chimiche-microbiologiche in base al DLgs 31/2001, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.
Per questi motivi il campionamento viene di norma eseguito dal nostro personale altamente qualificato che si recherà, previo appuntamento, presso il sito di analisi, dove effettuerà alcune indagini preliminari riguardanti la natura del campione e alcune determinazioni analitiche sul campo.
Ad ogni intervento il nostro laboratorio provvederà a informare il responsabile sulle eventuali iniziative da intraprendere per rettificare eventuali mancanze di conformità segnalate dai referti analitici.

Analisi delle acque reflue

AI SENSI DEL D.LGS 152/99 Esistono tre differenti tipi di reflui:
• Reflui civili, che comprendono le acque di rifiuto domestiche e quelle derivanti da usi collettivi e/o sociali
• Reflui agricoli
• Reflui industriali

Lo smaltimento dei reflui consiste in una serie di azioni naturali e artificiali che rimuovono o trasformano (rendendo innocue) tutte le sostanze presenti nei reflui stessi che siano in qualche modo responsabili del danno all’uomo e all’ambiente che lo circonda. Fino a qualche anno fa le capacità autodepurative delle matrici ambientali erano in grado di promuovere efficacemente lo smaltimento dei reflui; al momento attuale, invece, a causa della imponente produzione di reflui e della presenza in essi di sostanze artificiali non sempre facilmente biodegradabili, i processi di smaltimento naturale non sono più idonei a tale scopo. Per questo motivo la legislazione corrente esige che i reflui di qualsiasi origine e provenienza vengano sottoposti a smaltimento attraverso procedure artificiali prima del loro scarico definitivo.

Il Laboratorio Santa Chiara effettua determinazioni analitiche con l’intento di accertare il rispetto dei limiti imposti dalle normative vigenti sulla base della tipologia dello scarico e monitorarne lo smaltimento in modo da ridurre al minimo i rischi legati ad un errato protocollo operativo. Il processo di smaltimento è ritenuto idoneo se è in grado di consentire, ai reflui trattati, la conformità alle leggi attualmente in vigore.
Le analisi hanno lo scopo di valutare la qualità chimico-biologica dei campioni in esame in relazione alla presenza di:

INDICI DI INQUINAMENTO CHIMICO
• ammoniaca
• nitriti
• cloruri
• fosfati
• sostanze organiche

INDICI DI INQUINAMENTO BATTERIOLOGICO
• coliformi totali
• coliformi totali
• streptococchi fecali
• Escherichia coli
• Staphylococcus spp.
• Cariche batteriche totali
a 22°C e a 36°C

Analisi delle acque di approvvigionamento

Un’acqua può essere dichiarata idonea all’uso potabile solo quando è stata analizzata sia sotto il profilo chimico che microbiologico: nessuna altra indicazione (l’assenza di torbidità, il senso di gradevolezza, l’isolamento ambientale del corso idrico o della sorgente) costituisce un elemento sufficiente per dichiarare un’acqua “buona” o esente da rischi.

Per le acque distribuite da reti acquedottistiche il tipo di controllo analitico e la frequenza sono dettati dalla legge. Per gli approvvigionamenti privati, stabilito che le opere di captazione siano state fatte a regola d’arte, è consigliabile eseguire un’analisi di tipo batteriologico. Se questa ha esito favorevole si può procedere ad un’analisi chimica di base per caratterizzare il tipo d’acqua che si va ad impiegare. All’occorrenza vanno ricercati specifici contaminanti in relazione alle condizioni ambientali: presenza di industrie, agricoltura ecc.
Se l’esame batteriologico ha avuto esito sfavorevole o si abbandona la risorsa oppure si procede ugualmente agli esami chimici per meglio decidere sui trattamenti di potabilizzazione da eseguire.

Requisiti di qualità delle acque potabili in base alla normativa vigente DPR 236/88.

 

Analisi delle acque di piscina 

Negli ultimi anni, in seguito a quanto stabilito dalla Conferenza Stato Regioni del 16 Gennaio 2003 (recepita con il D.g.r. 17 Maggio 2006 – n. 8/2552) e all’emissione della UNI 10637:2006 le tematiche sulla qualità delle acque di piscina hanno suscitato notevole interesse; la necessità di salvaguardare la salute dei natanti tenendo sotto controllo la qualità dell’acqua è un atto ormai indispensabile per qualsiasi piscina pubblica o privata. Le analisi di routine, effettuate per ovvie ragioni con kit rapidi consentono di avere solo un controllo di massima su alcuni parametri. E’ di fondamentale importanza affiancare a queste analisi anche quelle di un laboratorio specializzato che comprendano non solo i parametri chimici ma anche quelli microbiologici.
Sono infatti le contaminazioni microbiologiche quelle che possono interagire più direttamente con l’uomo, causando tossinfezioni e patologie a breve e lungo termine.
L’Istituto Santa Chiara offre un servizio completo: al prelievo dell’acqua presso la piscina, seguono l’analisi presso il laboratorio chimico e microbiologico e l’emissione del rapporto di prova. In pochi giorni è possibile avere un risultato analitico sicuro sulla qualità dell’acqua, che ne garantisce la salubrità sia da un punto di vista chimico che microbiologico.
Il prelievo viene effettuato secondo le normative ufficiali dai nostri tecnici.

Secondo la già citata Conferenza Stato Regioni, i punti di prelievo possono essere:

Acqua di approvvigionamento

campione da prelevarsi da apposito rubinetto posto su tubo di adduzione

Acqua di immissione in vasca

campione da prelevarsi da rubinetto posto sulle tubazioni di mandata alle singole vasche a valle degli impianti di trattamento

Acqua in vasca

campione da prelevarsi in qualsiasi punto in vasca

 

Successivamente i campioni prelevati sono trasportati nei nostri laboratori dove esperti chimici e microbiologi li sottopongono a tutte le analisi richieste, utilizzando sempre metodi analitici ufficiali. I parametri da ricercare stabiliti dalla conferenza dei servizi sono quelli relativi alla verifica della potabilità dell’acqua per l’acqua di approvvigionamento, mentre per l’acqua di immissione e l’acqua contenuta in vasca i parametri analitici sono quelli riportati nella tabella seguente:

Come si vede, i parametri vengono divisi in 3 categorie:

Requisiti fisici, comprendenti oltre alla temperatura anche il pH, i solidi eventualmente presenti, il colore.

Requisiti chimici: costituiti da alcuni ioni, cloro, sostanze organiche ed alcuni parametri da stabilire in base ai disinfettanti utilizzati.

Requisiti microbiologici: comprendono le cariche batteriche, la determinazione di sensori di contaminazione fecale e microrganismi potenzialmente patogeni.
A queste analisi posso inoltre essere associate quelle di verifica del grado di pulizia degli ambienti annessi alla piscina (spogliatoi, servizi igienici, docce, solarium, etc) e la ricerca mirata di microrganismi quali la Legionella spp nei circuiti idrico-sanitari delle strutture e in campioni ambientali.
L’Istituto Santa Chiara è poi in grado di offrire un servizio di consulenza per risolvere gli eventuali problemi riscontrati e mantenere alto il livello di sicurezza con interventi programmati.